
La chiesa di San Giovanni Evangelista.
La chiesa del patrono. Quella attuale fu eretta al posto della vecchia San Michele, di cui resta un tratto murario. Il campanile è del 1622.
Sin dalla fine del Duecento la chiesa del paese era San Michele, poi denominata San Giovanni. La chiesa attuale fu eretta nel 1841 dal granduca Leopoldo II al posto della vecchia, di cui resta solo un tratto murario tra il campanile e il fianco sinistro.
Terremoti, cannonate e restauri
La chiesa fu danneggiata dal terremoto del 1845, restaurata nel 1934, di nuovo danneggiata da una cannonata nel '44 e ripristinata nel '49. Nel 1973 ebbe un restauro all'interno e nel 2019 una nuova pittura esterna. Fu consacrata il 28 ottobre 1877 dall'arcivescovo Paolo Micallef. Ha copertura a capriate.
Cosa conserva
Nella controfacciata, ai lati dell'ingresso, sono collocate le due figure di Maria Annunziata e l'Angelo, in legno dipinto del tardo Cinquecento. Sempre ai lati dell'entrata si trovano due acquasantiere di pietra donate nel 1646 dal marchese Carlotti: nella base di quella a destra sono scolpite le parole Doemones pellit et sordes abluit, privatis expernis, A.D. MDCXLVI.
I quattro altari laterali sono originali. Sul primo a destra si trova la statua in legno di San Giovanni Evangelista, con libro, penna e aquila, opera di Flavio Pancheri di Ortisei; sotto l'altare il reliquario di San Celestino in legno dipinto — le reliquie furono donate a Riparbella da Papa Innocenzo XI nel Seicento. Sul primo altare a sinistra la statua lignea della Madonna col Bambino, acquistata nel 1958, e sotto l'altare un Cristo Morto scolpito in un tronco di fico da un anonimo riparbellino. Al secondo altare a destra la tela di Sant'Antonio Abate, all'altare di fronte l'Assunzione della Vergine in cielo.
L'altare maggiore, il tabernacolo e il leggio di marmo sono stati ricavati dal vecchio altare del 1910. Il coro fu affrescato da Stefano Ghezzani con L'Ultima Cena e Cristo in gloria; il fonte battesimale di marmo è di artigianato toscano. In sagrestia si conservano due reliquie: una di San Ranieri, patrono di Pisa, e una di San Celestino.
Il campanile
Il campanile è del 1622: nel 1838 fu tolta la punta a piramide, sostituita da una cella campanaria, e nel 1934 fu alzato di sei metri. Annesso al campanile c'era un cimitero, di cui rimane un pezzo di terra con un cipresso.
Via di Caldanella 3, centro storico.
Parrocchia di Riparbella, Arcidiocesi di Pisa, vicariato delle Colline Pisane.
Aperta per le funzioni. Gli orari delle messe si chiedono in parrocchia.
Testi a cura dell'ufficio turistico di Riparbella e del portale visitriparbella.com. Consacrazione e dati della parrocchia da Arcidiocesi di Pisa; verifiche su Visit Valdicecina. Pagina aggiornata a luglio 2026.

